La psicologa: «Esercitare il diritto di disconnettersi a costo di annoiarsi»

La psicologa: «Esercitare il diritto
di disconnettersi a costo di annoiarsi»

La Didattica a distanza può essere penalizzante, non solo per gli aspetti che riguardano la socialità e l’interazione tra i ragazzi.

E allora anche le famiglie possono entrare in gioco per difendere il diritto alla disconnessione dei più piccoli, permettendo loro anche di annoiarsi per trovare una nuova dimensione creativa. «La presenza in classe è importante, al di là della socializzazione – spiega Valeria Perego, psicologa del Consultorio Familiare Scarpellini –: l’apprendimento, soprattutto per i ragazzi della secondaria di primo grado, avviene anche attraverso la relazione, e questo aspetto attraverso lo schermo delle videolezioni non passa, non può essere uguale a quello in presenza».

Nella Didattica digitale integrata, che le scuole dovrebbero applicare in questo periodo, le caratteristiche del lavoro dovrebbero essere diverse: «Con questa – aggiunge – dovrebbe essere privilegiata una tipologia di lavoro diversa, che possa stimolare le capacità dei ragazzi, il problem solving, non solo la teoria delle cose, ma anche la pratica. Dobbiamo ricordarci che i ragazzi in questo periodo non solo non possono andare a scuola, ma hanno perso anche una serie di attività collaterali, per esempio quelle che permettono loro uno sfogo fisico. E ricordiamoci che anche loro, come gli adulti, hanno diritto alla disconnessione».

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