Pompiere guarito dal Covid «La paura di non tornare»
Egidio Cassis, sullo sfondo, saluta. In primo piano il figlio Simone

Pompiere guarito dal Covid
«La paura di non tornare»

Egidio Cassis, 56 anni, in coma farmacologico per otto giorni . «Ho temuto di non rivedere i miei cari. Al risveglio non ricordavo chi fossi».

Gli eroi sono quelli che ce l’hanno fatta, hanno lottato con tutte le loro forze per sconfiggere un virus che ti distrugge dentro, ma alla fine hanno avuto la meglio. Vigile del fuoco da 30 anni e Capo squadra al Comando di Bergamo di via Codussi, Egidio Cassis, 56 anni, ha lottato per due mesi contro il Covid 19 dall’ospedale Papa Giovanni XXIII: abituato al sacrificio nella vita di tutti i giorni per salvare gli altri nel momento del bisogno, ammette senza problemi di essersi inaspettatamente trovato per una volta dall’altra parte.

«È stato faticoso e doloroso - spiega il pompiere di Ranica, che per più di 20 anni aveva abitato ad Alzano -. Dopo più di dieci giorni di febbre altissima, il 12 marzo, nel giorno del compleanno di mio figlio Simone, sono stato trasportato al Papa Giovanni. Il primo pensiero è stato quello di non tornare mai più a casa. Sono stato poi intubato e indotto a coma farmacologico per otto giorni: al mio risveglio non ricordavo neppure chi fossi. Ho iniziato a riprendermi lentamente, a quel punto hanno iniziato a farmi parlare con la mia famiglia. Quando sono tornato a casa, mia moglie mi ha raccontato della professionalità, della delicatezza e sensibilità avuta nei miei confronti da tutto il personale, oltre alle continue comunicazioni sul mio stato di salute».

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