Ryanair, decolla la protesta  «No ai 5 anni di tagli proposti»

Ryanair, decolla la protesta
«No ai 5 anni di tagli proposti»

La compagnia vuole ridurre del 10% gli stipendi degli equipaggi «Ma il traffico riprenderà nel 2022: ci vogliono penalizzare più a lungo».

Nell’ attesa che riprendano i voli decolla la tensione tra Ryanair e il suo personale di stanza in Italia. In realtà inquadrato in Malta Air, società controllata dagli irlandesi. In un documento firmato dalle rappresentanze dei lavoratori e da Fit Cisl, Anpa e Anpav, si sottolinea come il taglio del 10% delle remunerazioni (sia nella parte fissa che in quella variabile) per un periodo indicativamente di 5 anni non sia accettabile. Anche in presenza dell’ emergenza Covid-19.

«L’ utilizzo come da noi proposto del contratto di solidarietà difensiva per il biennio 2020-2022 genera per l’ azienda maggiori risparmi rispetto al taglio del 10% da loro richiesto» scrivono. «A questo si aggiunge la disponibilità a concordare modifiche operative per migliorare la produttività dei dipendenti durante il periodo di utilizzo del contratto di solidarietà».

d.nikpalj
Dino Nikpalj

Curioso di tutto ed esperto di niente. Classe 1968 (ohibò…), maturità tecnica e studi in Giurisprudenza, lavora a L’Eco di Bergamo dal novembre 1997. Vicecaporedattore dal 2014, è stato inviato e per tre anni ha guidato la redazione web. Scrive di cronaca, politica, trasporti e Atalanta, della quale è tifosissimo. Ha da sempre una passionaccia per il calcio inglese in tutte le sue forme e categorie, una spiccata simpatia per il Manchester City e una fornitissima biblioteca, anche di storie di calcio. Che prova a raccontare su Corner.

© RIPRODUZIONE RISERVATA