Spegne le voci «nemiche» nel cuore e restituisce energia al corpo svuotato
Paola, a sinistra, con i genitori e il suo ragazzo

Spegne le voci «nemiche» nel cuore
e restituisce energia al corpo svuotato

Paola Manzoni, ventenne, racconta la sua lotta con il cibo e la tenacia per ritornare a vivere con serenità

«L’anoressia - scrive Michela Marzano nell’autobiografia “Volevo essere una farfalla” - è un sintomo che porta allo scoperto quello che fa male dentro. È un modo per proteggersi da ciò che sfugge al controllo. Anche se a forza di proteggersi si rischia di morire». Paola Manzoni, vent’anni, di Bergamo, si è avvolta nel filo di seta di questo disturbo come in un bozzolo che la proteggeva dal mondo, ma allo stesso tempo le toglieva il fiato. L’anoressia per lei, come per Michela Marzano, è una bolla che «contiene il magma che si agita all’interno». Per uscirne ha dovuto combattere, prima di tutto con se stessa, per aprire uno spiraglio che le permettesse di «mettere le ali» e di lasciar brillare il suo sorriso.

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