Storie in Humanitas Gavazzeni:  «Mamma e moglie. Ora solo medico»

Storie in Humanitas Gavazzeni:
«Mamma e moglie. Ora solo medico»

Nell’ospedale Humanitas Gavazzeni la vita è cambiata per tutto il personale. «Affrontiamo qualcosa che difficilmente riusciamo a prevedere».

La vita è cambiata per tutti, anche per chi sta al fronte della battaglia. Lo spiega in poche parole Valentina Camozzini, fisiatra di Humanitas Gavazzeni, ospedale che da oltre un mese è stato convertito a centro Covid, con un grandissimo sforzo logistico e umano, in cui anche lei è stata coinvolta per aiutare le centinaia di pazienti ricoverati.

«Sono mamma di tre bimbi e medico appassionato del proprio lavoro. La mia routine prima della pandemia era fatta di risvegli a casa, visetti coi segni del cuscino, urla, risate e biscotti. E di tanti sorrisi. Poi in ospedale sono arrivate mascherine e protezioni, finché di visibile è rimasta solo una fessura ad altezza occhi, coperta dalla visiera di plastica. Ed è arrivata la distanza fisica come argine al contagio, con il conseguente distacco dalla mia famiglia per non farli ammalare. Ero una mamma, ero una moglie. Ora sono solo un medico che umilmente cerca di combattere questa guerra con le armi che ha a disposizione. Sono onorata di poter aiutare pazienti che mi tendono la mano, soli nella desolazione di chi non riesce nemmeno a capire cosa sia successo. Ogni giorno sono esattamente dove voglio essere, a condividere con i miei colleghi la fessura di sguardi che è tutto quello a cui possiamo aggrapparci in questo momento».

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