Codacons, «ancora rincari per i carburanti, l’effetto sconto delle accise si riduce»
L’ANALISI. Il taglio effettivo del gasolio è di 12,7 centesimi, per la benzina di 15 centesimi.
Ancora rincari per i carburanti, con i listini alla pompa del gasolio che, rispetto a 24 ore prima registrano un incremento generalizzato sulla rete che porta domenica 22 marzo il prezzo medio a 1,976 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,717 euro/litro. Sulle autostrade il diesel sale a 2,045 euro al litro, la verde a 1,781 euro/litro. Lo afferma il Codacons, sulla base dei dati regionali pubblicati stamattina dal Mimit.
I prezzi
In alcune regioni i listini del gasolio al self si avvicinano sempre di più alla soglia dei 2 euro al litro, con i prezzi più alti in Campania (1,995 euro/litro), Calabria (1,994 euro/litro), Molise (1,990 euro/litro).
I rincari - spiega il Codacons - non dipendono certo dalla mancata applicazione del taglio delle accise, dal momento che solo il 2,7% degli impianti non aveva adeguato i prezzi allo sconto disposto dal governo, ma sono causati dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti, che prosegue inesorabile, e dalle forti anomalie che permangono a livello regionale nell’andamento dei listini.
Rispetto ai prezzi medi praticati il 18 marzo scorso, prima del decreto del governo, il gasolio alla pompa scende solo di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, la benzina cala invece di 15 centesimi.
Ancora rialzi
«Un andamento al rialzo - afferma il Codacons - che rosicchia giorno dopo giorno lo sconto sulle accise, determinando un mancato risparmio da 5,85 euro su un pieno di gasolio, e che di questo passo entro pochi giorni vanificherà del tutto la riduzione della tassazione che, ricorda il Codacons, durerà solo per un periodo di 20 giorni».
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