Economia / Bergamo Città
Giovedì 05 Febbraio 2026
Cysero, il fondo si fa in due. Obiettivo 150 milioni per finanziare più realtà
LA STRATEGIA. Focus anche su robotica e cybersicurezza . Dossena: «Sostenute 12 startup, ma possiamo fare di più». Bombassei, Radici e Pasini investono nel nuovo progetto.
Cysero raddoppia. Sono partiti i lavori per la costituzione di Cysero 2, un nuovo fondo di investimenti destinato all’innovazione di frontiera e alle nuove tecnologie, a partire dalla cybersicurezza e dalla robotica, che nascerà nei prossimi mesi. I nomi dietro a Cysero 2 saranno i più importanti dell’industria bergamasca e lombarda: tra quelli confermati ci sono il patron di Brembo Alberto Bombassei, il presidente del gruppo Radici Angelo Radici e Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi e di Confindustria Lombardia. «Stiamo però cercando di ingrandirci e di estendere la partecipazione a nuovi investitori», conferma Giovanna Dossena, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bergamo e Presidente di Avm, il gestore che si occupa di Cysero.
Un aumento di capitale
L’obiettivo del nuovo fondo è ambizioso: Dossena vorrebbe passare da un capitale di 50 milioni di euro (rapidamente esaurito negli scorsi mesi) a uno di 150 milioni. «Con i fondi iniziali abbiamo investito in dodici startup sparse in tutta Italia. Ma quelle che hanno bussato alla nostra porta erano molte di più: ad alcune abbiamo detto di no perché non rientravano negli scopi del fondo, mentre per altre la questione è stata il raggiungimento della disponibilità massima di capitale. Con Cysero 2 vogliamo risolvere il problema», afferma Dossena. Secondo lei, il successo del primo fondo sta nella lungimiranza. Aperto nel 2019 da Avm e Alberto Bombassei - che, dalla presidenza del Kilometro Rosso in poi, ha manifestato grande interesse per i settori ad alta innovazione -, Cysero aveva colto con largo anticipo la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, che sarebbe sbocciata solo quattro anni dopo, e aveva deciso di focalizzarsi sui settori che ne avrebbero tratto maggiore beneficio.
Automazione e intelligenza artificiale
«Cysero è partito sulla base di un’intuizione: abbiamo immaginato dove ci avrebbe portati il futuro, e ci siamo detti che le tendenze degli anni a venire sarebbero state l’automazione e l’intelligenza artificiale. Per questo abbiamo deciso di investire sulla robotica, che è quel settore dove IA e automazione si incontrano, e sulla cybersecurity, fondamentale per farci accettare senza paura che una macchina si muova da sola dentro un’azienda, un magazzino o un ospedale», aggiunge la docente dell’Università di Bergamo, che continua: «Siamo anche partiti dalla consapevolezza che alcune mansioni possono essere demandate alle macchine, permettendo a chi le esegue di riqualificarsi per occuparsi di lavori a maggior valore aggiunto. La crescita della robotica, ormai estremamente affidabile nei movimenti, e dell’intelligenza artificiale, che può memorizzare e gestire in tempo reale una grande quantità di informazioni, ci ha fatto capire che avevamo imboccato la strada giusta. La cybersecurity è venuta da sé, perché applicare l’IA a una macchina non basta: dobbiamo anche assicurarci che sia gestibile, sicura e affidabile».
Gli investitori
Per gli investitori - Cysero è finanziato sia da imprenditori bergamaschi e bresciani che da alcuni istituti pubblici, a partire da Cassa depositi e prestiti - il fondo è anche (e soprattutto) uno strumento di trasferimento tecnologico: Dossena, infatti, spiega che «il pugno di aziende lombarde che ci ha sostenuto l’ha fatto con grande coraggio e lungimiranza: volevano trovare delle soluzioni avanzate da implementare nei reparti, nelle produzioni e negli uffici. Volevano seminare nel terreno dell’innovazione e portare la frontiera quanto più avanti possibile, per essere i primi a trarne vantaggio». I risultati del fondo Cysero non sono tardati ad arrivare: delle dodici startup finanziate, tre hanno portato i loro prodotti al «Consumer electronics show» (Ces) di Las Vegas, a inizio anno. Due - Agade e Truescreen - erano presenti nel padiglione italiano: la prima startup produce esoscheletri per supportare i lavoratori nelle mansioni manuali, l’altra si occupa della certificazione e della verifica delle informazioni digitali. La terza, Oversonic, ha fatto notizia con il suo «Robee», un robot umanoide cognitivo sviluppato insieme a Stmicroelectronics e Intel, con un’autonomia di otto ore e diverse versioni già in produzione, una (la «serie R») per la manifattura e l’altra (la «serie M») per gli ospedali.
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