Economia / Valle Seriana
Venerdì 20 Febbraio 2026
Dai camici ai vasi per fiori: il riciclo virtuoso di Simap
ALBINO. L’azienda dei fratelli Balduzzi riconverte l’esperienza nei polimeri in un modello di economia circolare: plastica certificata, progetti innovativi e mercato diviso tra Italia ed Europa.
Negli anni ‘80, ad Albino, il clusonese Attilio Balduzzi stampava musicassette in plastica, mentre la moglie Irene Zanotti gestiva lo storico negozio «Scuderie Musicali». «Con l’avvento della musica liquida e il declino dei supporti fisici — spiegano i figli Abramo e Matteo — abbiamo riconvertito l’esperienza maturata nei polimeri, passando dalla produzione di nastri al recupero delle materie plastiche». Nasce così nel 2003 la Simap, realtà orobica guidata da Matteo Balduzzi (area amministrativa e certificazioni) e Abramo Balduzzi (area commerciale e tecnica). Oggi l’azienda conta cinque dipendenti oltre ai due co-titolari e un fatturato che nel 2025 si è attestato a 3,5 milioni di euro, dopo aver toccato picchi di 5 milioni negli esercizi precedenti. «Un andamento legato alla volatilità delle quotazioni e dei prezzi delle materie prime», precisano, mentre la mole di materiale trattato oscilla tra le 4 e le 5 mila tonnellate l’anno.
La sensibilità ambientale
La giovinezza da boy scout dei fratelli Balduzzi ha alimentato una sensibilità ambientale che è diventata core business: dall’iniziale recupero e macinazione delle bottiglie in Pet, l’orizzonte si è allargato a diversi tipi di polimero. «Oggi seguiamo il cliente dallo studio di fattibilità fino alla fornitura della plastica riciclata certificata», spiegano. Un impegno lodato anche dal consigliere regionale Ivan Rota (Forza Italia), che durante una recente visita ha sottolineato la capacità dell’azienda di «offrire seconde opportunità ai materiali plastici che noi buttiamo, puntando su un modello davvero ecosostenibile e favorendo quell’economia circolare, al centro dell’attenzione dei legislatori, che può far bene al nostro territorio bergamasco e lombardo».
Tra i casi di successo spicca la collaborazione con un produttore di campi da calcio sintetici. «Abbiamo ingegnerizzato un processo che trasforma gli scarti di produzione in tubi destinati a contenere gli stessi rotoli di manto sintetico: un modello di “ciclo chiuso” in cui lo scarto rientra immediatamente nel percorso produttivo dell’azienda».
I progetti sperimentali
Nonostante una parentesi in Polonia tra il 2015 e il 2020 — filiale dedicata all’automotive poi chiusa a causa della pandemia e del consolidamento del mercato locale ora gestito con rappresentanti — la Simap oggi concentra la produzione ad Albino, operando però su scala continentale, con il mercato diviso equamente tra Italia ed Europa. L’innovazione corre su binari eterogenei: dal supporto all’azienda di cancelleria Fila per la produzione di biro in plastica riciclata, ai prototipi per occhiali da sole in polipropilene riciclato e camici medici trasformati in vasi da fiori. Progetti sperimentali non ancora diventati linee di business. Ma anche la cosmesi e la detergenza.
Il riciclo della plastica era già una realtà negli anni ‘80 e la vera sfida oggi è l’individuazione di materiali sempre più complessi da rigenerare. Resta il nodo della concorrenza asiatica: «Dalla Cina arrivano polimeri vergini a prezzi inferiori rispetto a quelli rigenerati, che soffrono i costi della rigenerazione. Senza incentivi normativi a utilizzare plastica riciclata, molti preferiscono ancora la materia prima vergine. Ma noi siamo convinti che il futuro sia nell’economia circolare».
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