Dhl, con la Brexit più lavoro in aeroporto Orario pieno per i 120 magazzinieri
Nel polo Dhl all’interno dello scalo di Orio, attualmente conta 391 addetti

Dhl, con la Brexit più lavoro in aeroporto
Orario pieno per i 120 magazzinieri

La Brexit potrebbe trasformarsi in un’occasione di tenuta occupazionale per l’aeroporto di Orio al Serio, soprattutto se i carichi attuali sul transito delle merci da e per il Regno Unito saranno confermati.

Lo dimostra la situazione che si è venuta a creare per i dipendenti di Dhl, che fino a un mese fa temevano il ridimensionamento di orario, mentre adesso si trovano con un surplus di lavoro che sta portando l’azienda a richiedere straordinari e ad assumere personale con contratti di somministrazione rinnovati di mese in mese. «Siamo passati - spiega Marco Sala, segretario generale della Filt-Cgil - da un’ipotesi di magazzino che doveva gestire ogni giorno due o quattro aerei al massimo, alla gestione di volumi decisamente maggiori di merce che arriva quotidianamente via track, cioè su gomma, in transito per il Regno Unito». «Merci che fino a dicembre entravano con bolle e documentazioni Cee, ora richiedono procedure amministrative diverse, con conseguente messa in giacenza e gestione delle attività di magazzino».

Il risultato è che i 120 addetti a quest’ultimo tipo di operazioni, per i quali i sindacati stavano trattando la salvaguardia del posto di lavoro a fronte di una riduzione di impegno orario (i full-time sarebbero stati trasformati in part-time), si ritrovano a lavorare a pieno regime e ogni decisione di ridimensionamento orario è stata sospesa. «L’azienda per il momento ha fatto capire che si tratta di una situazione temporanea, dovuta ai cambiamenti legati alla Brexit, ma vogliamo chiedere un incontro per capire se può rappresentare un’occasione di rilancio per un polo che stava per essere ridimensionato, ma che ora può trovare un diverso obiettivo», precisa Sala.

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