Ex Coop Legler, 650 persone attendono di recuperare i crediti

L’UDIENZA. Il passivo della società, dichiarata fallita a fine agosto, supera i 10 milioni di euro. L’obiettivo è vendere gli immobili di Ponte San Pietro, Treviolo, Calolziocorte e Vimercate.

Il numero è decisamente importante: sono circa 650, infatti, i creditori che hanno presentato altrettante insinuazioni nell’ambito della liquidazione giudiziale - per intenderci, l’ex fallimento - della Cooperativa Legler in liquidazione. Si tratta, perlopiù, di soci prestatori e dipendenti. E potrebbero essercene altre, anche se, realisticamente, la gran parte delle insinuazioni, ormai, è già stata avanzata. Il 19 dicembre al Tribunale di Bergamo si è tenuta l’udienza di verifica dello stato passivo (il giudice delegato è Laura De Simone, il curatore è Federico Almini) con il compito di accertare i crediti. E una buona notizia ci sarebbe anche. Nel senso che sono stati ammessi al passivo i crediti originari, ovvero senza la falcidia conseguente all’omologazione del concordato preventivo, quando la percentuale di soddisfacimento prevista era del 55%. Ma da qui a pensare (sperare) che i creditori possano recuperare l’intero ammontare dei crediti che vantano nei confronti della società ce ne passa.

Il passivo ammonta a oltre 10 milioni di euro ed è vero che ci sono ancora delle proprietà da vendere, ma il fatto che alcune aste siano andate deserte non fa ben sperare sui realizzi degli immobili. Tanto più che man mano che vengono indette nuove aste il prezzo degli immobili si abbassa. Obiettivo della curatela è quello di riuscire a cedere le proprietà a Ponte San Pietro, Treviolo, Calolziocorte (Lecco) e Vimercate (Milano). L’ultimo ad essere stato venduto, a ottobre, è il capannone ad uso commerciale di Cassano d’Adda (all’interno del centro commerciale «L’Agorà») al prezzo di 1,2 milioni.

La Cooperativa Legler è il primo caso di fallimento dichiarato dopo un concordato omologato. Il rischio per i soci era che, aperto il concordato e approvata dal Tribunale una proposta di concordato con percentuali di riparto abbattute, fosse tenuta ferma la falcidia concordataria anche in sede fallimentare, con ulteriore beffa per tanti piccoli risparmiatori che nell’azienda avevano investito. In alcuni casi alcune migliaia di euro, in altri i risparmi di una vita.

La vicenda si trascina dal 2018, quando la Cooperativa ha presentato domanda di concordato «in bianco» in continuità aziendale. Il ribaltone» avviene a fine agosto di quest’anno, quando via Borfuro ha dichiarato la liquidazione giudiziale della società, accogliendo così l’istanza presentata a maggio da 12 soci librettisti. La prossima udienza - ancora da fissare la data - ha come obiettivo la chiusura dello stato passivo.

La storia dell’azienda affonda le origini agli inizi del secolo scorso e più precisamente nel 1901, quando i proprietari del Cotonificio Legler Hefti & C. inaugurano, a Ponte San Pietro, la Cooperativa Legler. Il modello è quello standard: la coop acquista alimenti all’ingrosso per poi rivenderli a prezzi calmierati. Oltre un secolo di storia in cui, negli anni, al punto vendita di Ponte San Pietro, se ne sono affiancati altri 14, in provincia e non. Ma negli ultimi anni la forte concorrenza da parte di colossi nell’ambito della grande distribuzione organizzata si è fatta sentire e l’attività della Cooperativa ha subìto gli scossoni della crisi, fino alla domanda di preconcordato.

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