In Italia il 73% possiede casa: giù i prezzi del 13%

La ricerca. La maggior parte degli italiani vive con la famiglia in una casa di proprietà (il 70% circa), solo 3 su 10 vanno in affitto. E i prezzi per acquistare il mattone sono calati negli ultimi anni.

Le case sono mediamente grandi ed efficienti anche se in 2 casi su 10 il tetto perde acqua. Ma almeno i sanitari ci sono. E non sono gli italiani in Europa quelli che posseggono più case nelle quali vivere, anzi il Belpaese è più o meno a metà nella classifica a 27 stilata da Eurostat nel 2021.

Ci sono notevoli differenze tra gli Stati membri in Ue: - spiega Eurostat - in media nel 2021, il 70% della popolazione viveva in una famiglia proprietaria della propria casa, mentre il restante 30% viveva in alloggi in affitto. Le quote di proprietà più elevate sono state osservate in Romania (il 95% della popolazione viveva in una famiglia proprietaria della propria casa), in Ungheria (92%) e in Croazia (9%). In tutti gli Stati membri, ad eccezione della Germania, il possesso è la formula più comune. In Germania, l’affitto è leggermente più abituale, con poco più del 50% della popolazione di inquilini.

La nota dolente, in tempi di inflazione a due cifre, arriva dai prezzi che in Italia però (almeno nel 2021) sono in calo: considerando l’andamento dei prezzi delle abitazioni tra il 2010 e il 2021, - dice Eurostat - dal 2013 si registra una tendenza al rialzo costante, con aumenti particolarmente consistenti tra il 2015 e il 2021. In totale, tra il 2010 e il 2021 si è registrato un aumento del 37%. In questo periodo sono stati registrati aumenti in 23 Stati membri e diminuzioni in tre (dati per la Grecia non disponibili). Cali si registrano in Italia (-13%), Cipro (-8%) e Spagna (-2%).

Anche gli affitti sono in aumento: tra il 2010 e il 2021 si è registrato un aumento costante dei canoni di locazione nell’Ue, in totale il 16% durante l’intero periodo. In media nell’Ue nel 2021, il 18,9% del reddito disponibile è destinato alle spese abitative. Ciò differisce tra gli Stati membri, con le quote più elevate in Grecia (34,2%), Danimarca (26,3 %) e Paesi Bassi (23,9%). Il Belpaese è al 15,8%.

E le case italiane quanto sono grandi? La dimensione dell’alloggio può essere misurata come numero medio di camere per persona: nel 2021 ci sono in media 1,6 camere a persona nell’Ue. Le più grandi si registrano a Malta (2,3 camere a persona), le più piccole in Polonia e Romania (entrambe 1,1 camere). L’Italia si colloca poco sotto la media Ue (1,4). Per quanto riguarda la qualità delle case: il 15% in Ue vive in case con il tetto che perde (quasi il 20% in Italia), il 6,9 % della popolazione non è in grado di mantenere la casa adeguatamente calda e l’1,5 % non ha ancora servizi igienici, (doccia e bagno). Ma di questi ultimi due problemi non si trova il dato italiano.

Nel nostro paese, intanto, dove il mattone si conferma un bene rifugio peggiorano però le aspettative sul mercato immobiliare. Guardando al primo quadrimestre del 2023, infatti, gli agenti immobiliari della Fimaa-Confcommercio esprimono un minor ottimismo rispetto al passato sulle variazioni del numero di compravendite, con una prevalenza dei giudizi di diminuzione. Il 55,3% degli agenti immobiliari ipotizza invece prezzi stabili.

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