La Fiera raddoppia: via libera dei soci
all’ampliamento

IL PIANO. Due strutture gemelle alle spalle delle attuali. Venerdì il voto unanime. Epinati: «Sviluppo per il territorio. E chiederemo a Rfi una fermata del treno per Orio».

La Fiera di via Lunga raddoppia. Ieri l’assemblea dei soci di Bergamo Fiera Nuova, con il voto unanime che dà il via al piano strategico per l’ampliamento del polo fieristico. Saranno realizzate due nuove strutture gemelle alle spalle delle attuali, passando così da 14mila a 28mila metri quadri di superficie espositiva. Il prossimo passo sarà la convocazione del tavolo dell’Accordo di programma (a cui siedono, tra gli enti, Comune e Provincia di Bergamo, Regione Lombardia e Camera di Commercio) per definire tempi e modalità del piano di rilancio della Fiera dopo le vicissitudini che hanno segnato il polo fieristico negli ultimi anni.

La richiesta di una fermata del treno per Orio

E al tavolo dell’Accordo di programma, coinvolgendo Rfi, «sarà avanzata la proposta di realizzare anche una fermata del treno (per Orio, a pochi metri dalla struttura, ndr) a servizio della Fiera, da noi ritenuta strategica» spiega l’amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova, Giuseppe Epinati, che da tempo sta lavorando allo sviluppo di via Lunga. Il piano strategico, commissionato alla società meneghina Pwc nella primavera del 2023, era già stato portato al tavolo dei soci lo scorso luglio. Ma l’ordine del giorno veniva ritirato perché nel frattempo esplodeva la questione «espropri», con 20 milioni di euro che il Comune di Bergamo avrebbe dovuto riconoscere ai privati sui cui terreni veniva costruito il polo fieristico nei primi anni Duemila. E la conseguente richiesta di Palafrizzoni, avanzata alla società, di partecipare in qualche misura al grosso debito maturato nei confronti dei privati. Vicenda tutt’altro che banale sulla quale lo scorso marzo è stato trovato un accordo, con la cessione di nuove quote (per 3,338 milioni di euro) a favore del Comune di Bergamo. Superato l’impasse, ieri l’assemblea ha mosso il primo step che porterà all’ampliamento del polo fieristico, nei terreni dietro l’attuale struttura: «Non posso che essere soddisfatto del risultato raggiunto, voglio ringraziare i soci e tutti i soggetti che con me hanno collaborato in modo costruttivo – commenta Epinati -. Il mondo economico sollecita, vista anche l’ubicazione territoriale strategica, uno sviluppo della Fiera, spazi utili alle aziende del nostro territorio, caratterizzato dalla produzione manifatturiera».

Il progetto di fattibilità

Per ora non c’è ancora un progetto di fattibilità, la base di partenza è lo studio targato Pwc «che ha stabilito la necessità, per la Fiera di Bergamo, di raggiungere un livello medio con un raddoppio degli spazi per essere competitiva – afferma Epinati -. Ancora prima che approdassi in Fiera, nel 2019, passando da via Lunga ogni giorno mi chiedevo perché la struttura restasse vuota per tanti giorni l’anno. Insediatomi come amministratore unico ho verificato che la nostra Fiera aveva 18 manifestazioni annuali e che era occupata 130 giorni l’anno. Da subito mi sono chiesto come poter valorizzare a livello nazionale ed internazionale questa struttura, baricentrica tra due valli e a due passi dall’aeroporto. Da qui la proposta di elaborare un piano strategico che potesse studiare lo stato dell’arte e gli sviluppi».

Rendere Begamo Fiera Nuova pubblica al 100%»

Nel frattempo sono in corso manovre a livello azionario, per far sì che Bergamo Fiera Nuova diventi pubblica al 100% (attualmente è all’82,60%): «Camera di Commercio con un’iniziativa strategica e lungimirante del presidente Carlo Mazzoleni, sta acquisendo le quote

degli istituti bancari – spiega Epinati -. Come soggetto pubblico, sarà possibile accedere a finanziamenti che finora ci sono stati preclusi, penso a quelli del Pnrr». Fondi di cui hanno potuto beneficiare gli enti pubblici per superare il periodo post pandemico, quando la fiera diventava un ospedale da campo. Ricorda Epinati: «Io mi sono insediato nel 2019 e superati i primi problemi, ho dovuto gestire tutta la fase Covid-19, una fase non facile, dove mi sono mosso tra Regione e governo. Ricordo anche un mio viaggio a Roma in piena pandemia, da Angelo Borrelli (commissario per l’emergenza Covid, ndr). La Fiera è stata requisita due volte, ma grazie all’indennizzo è stato possibile mantenere i bilanci in equilibrio. Voglio ribadire che la scelta dell’ospedale da campo è stata non solo necessaria, ma anche giusta e doverosa visto quello che la città stava vivendo». Ultimo ostacolo, l’extra esborso per gli espropri dei terreni, in seguito all’ultima sentenza della Corte d’Appello di Brescia che ha dato ragione ai privati: «Si era aperta – conclude Epinati - una controversia con il Comune di Bergamo. È stata affrontata e risolta positivamente in via extragiudiziale attraverso un accordo transattivo che ci consente ora di ripartire da dove ci eravamo fermati, per un rilancio della Fiera».

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