Economia / Bergamo Città
Martedì 06 Gennaio 2026
Pil 2026, a Bergamo prevista una crescita dello 0,8%
LO STUDIO. Cgia L’Emilia Romagna strappa al Veneto la guida del Paese, mentre la nostra provincia fa meglio di Brescia e Milano.
Il prodotto interno lordo nazionale (Pil) dovrebbe superare nel 2026 i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi (più 2,9%) rispetto all’anno appena concluso. In termini reali, ovvero al netto dell’inflazione, la crescita dovrebbe attestarsi solo allo 0,7% in più, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (più 1%), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (più 0,6%) e dei consumi della pubblica amministrazione (più 0,5%), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (più 0,7% rispetto al 2,4 in più dell’anno appena concluso).
La previsione elaborata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre esamina anche le prestazioni delle singole regioni e province d’Italia, mostrando come l’Emilia Romagna con una performance di crescita prevista dello 0,86% scalzerà il Veneto prendendosi la guida del Paese, grazie soprattutto alla tenuta del settore della metalmeccanica, dell’automotive e delle biotecnologie. «Senza contare - si legge nello studio - che questa regione può contare su un mercato del lavoro solido, su investimenti pubblici mirati e su strategie per l’innovazione e l’export che hanno creato le condizioni per uno sviluppo che è destinato a consolidarsi anche negli anni a venire».
Nel confronto fra regioni la Lombardia (più 0,73%) si ferma al quinto posto della graduatoria, dopo Lazio, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. La classifica fra le province rispecchia la previsione: sono sei i territori emiliano-romagnoli nella top ten della crescita legata al Pil, con Bologna, Reggio Emilia e Ravenna nelle prime cinque posizioni. La prestazione migliore di tutte, però dovrebbe essere quella di Varese, con un netto più 1% di crescita, unica provincia lombarda nelle prime dieci posizioni. La seconda è Bergamo, per la quale si prevede una crescita dello 0,8% che la posiziona al 17esimo posto in classifica, subito prima di Como.
Più indietro le altre province lombarde con Milano che si ferma al 27esimo gradino della classifica e una previsione di crescita dello 0,74% e Brescia al 30° posto con un più 0,72%. L’analisi della Cgia evidenzia come la «scadenza per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, prevista per la prossima estate, avrà un impatto rilevante» pur riconoscendo che «da oltre 20 anni la crescita italiana rimane sistematicamente inferiore alla media europea, segnalando debolezze profonde».
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