Pos, c’è l’accordo per ridurre le commissioni ai piccoli esercenti

Con un «accordo storico», perchè se ne discute da oltre dieci anni - come rileva Confesercenti - si è trovata una intesa per ridurre il costo delle commissioni pagate dai piccoli esercenti per l’uso nel Pos nei pagamenti sotto i 30 euro e diffondere così l’utilizzo e l’accettazione di pagamenti elettronici.

L’associazione che riunisce le banche italiane, l’Abi e l’associazione delle società che offrono servizi di pagamento, ovvero l’Apsp lo hanno siglato con le associazioni maggiormente rappresentative dei piccoli esercenti, piccoli commercianti Cna, Confcommercio, Confesercenti e Fipe, al tavolo al ministero dell’Economia che era stato previsto dall’ultima legge di Bilancio. L’accordo prevede l’impegno di banche e operatori dei pagamenti a «promuovere iniziative commerciali» per «ridurre l’impatto dei costi delle transazioni di basso valore», in generale sotto 30 euro, ma con offerte che «in particolare” siano «significativamente competitive» per le transazioni sotto i 10 euro che così, indicano i commercianti, verranno «quasi azzerate».

Risparmio sulle commissioni fino a 500 milioni di euro l’anno

Il valore dell’accordo è anche nel metodo: il percorso fatto e il risultato raggiunto «confermano - come sottolinea Confartigianato - il valore del confronto tra le parti sociali per raggiungere risultati utili alle imprese», con «uno sforzo comune tra organizzazioni d’impresa e sistema bancario per abbattere i costi e semplificare gli adempimenti a carico degli imprenditori», così «come avvenne con la moratoria sui crediti in occasione della crisi del 2008». Confesercenti, che auspica andrà poi reso strutturale un intervento che al momento è temporaneo, calcola che «l’accordo potrebbe portare ad un risparmio sulle commissioni fino a 500 milioni di euro l’anno».

«Passo avanti nell’equità»

Gli impegni sono a favore degli esercenti sotto la soglia di 400mila euro di fatturato. Per Confcommercio la sigla dell’accordo è «un passo molto importante sul tema dell’equità e della trasparenza dei costi dei pagamenti elettronici che va, però, consolidato con un adeguamento complessivo della normativa sulla trasparenza». Per l’associazione dei pubblici esercizi Fipe «segna un momento importante per garantire alle imprese una maggiore trasparenza e la possibilità di scegliere le soluzioni più convenienti, al fine di assicurare il servizio al cliente e contenere i costi». «Bene, ottima notizia! Ora le scuse per rifiutare i pagamenti elettronici stanno a zero», dice l’Unione Nazionale dei Consumatori che invoca severità nelle sanzioni.

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