Bandiera nera dell’Europa

Bandiera nera
dell’Europa

Poche parole fermissime per inchiodare alle loro responsabilità i «leader europei». Possibile che in uno spazio abitato da oltre 500 milioni di persone non si trovi spazio per 49 poveracci bagnati e impauriti che da due settimane ballano nel Mediterraneo ostaggi dell’intera Unione europea? Nessuno ha competenza, nessuno vuole creare precedenti, tutti chiedono soluzioni condivise, sforzi comuni. Ma poi le navi stanno sempre lì, sballottate dalle onde. Malta ha avuto pietà e ha permesso di ripararsi sotto bordo. Per gli altri, pietà «l’è morta». Sull’Europa sventola bandiera nera.

Adesso al cuore dei leader europei bussa Francesco per dire che c’è solo un modo per ammainare la bandiera della vergogna e cioè dimostrare «concreta solidarietà». Non entra nel merito delle politiche, degli accordi, delle convenzioni. Ma parla con assoluta fermezza, scandendo le parole, chiedendo di andare oltre la distinzione tra etica della responsabilità, che considera non solo i principi, ma anche le conseguenze normative delle azioni benché inintenzionali, ed etica delle intenzioni, che invece invita ad agire comunque e dunque oltre l’impossibilità prevista dalle norme per offrire uno status legale a quei 49 in mare.


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