Berlino in crescita Ossigeno per l’export

Berlino in crescita
Ossigeno per l’export

All’inizio dell’anno il ministro tedesco delle Finanze sentenzia: gli anni delle vacche grasse sono finiti. La recessione è arrivata, ma solo per lui: ha perso la competizione per la segreteria della Spd. Secondo l’Ifo di Monaco di Baviera, nella seconda metà dell’anno la crescita sale allo 0,6% e il 2020 è segnato con il più: 1,1% del Pil. Per l’industria italiana è una boccata d’ossigeno. Sono i grandi gruppi a nord delle Alpi che dettano la linea e una Germania in crescita vuol nuove commesse per le nostre imprese.

L’industria italiana condivide con quella tedesca la manifattura, cioè quella parte dell’economia che si basa su prodotti finiti tradizionali. Pareva destinata al declino la vecchia produzione e invece si è scoperto che l’uomo moderno ancorché digitale non dorme sul cloud, ovvero su una nuvola, ma su un normalissimo letto. Ci vuole quindi qualcuno che lo costruisca. Perché è vero che si ordina online ma poi c’è anche la consegna della merce e quindi è di necessità servirsi di un aereo, di un drone, di un veicolo che lo consegni a domicilio.

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