Borsa, i crolli e Stellantis. Il mercato selettivo

ITALIA. Il crollo in Borsa di Stellantis del 25% non è un episodio isolato. Anche altri titoli importanti, così come i metalli preziosi, hanno registrato forti cadute. Però non sembra la fine del mercato rialzista ma l’affermarsi di una fase di maggiore selettività degli investitori e conseguentemente di maggiore volatilità.

Occorre attrezzarsi con portafogli bilanciati e diversificati e, come sempre, dotarsi di adeguata professionalità. La scorsa settimana, oltre all’erede della nostra vecchia Fiat, in Italia Ops e Reply sono diminuite dell’11%, sui mercati internazionali Rheinmetall ha fatto -10%, Paypal -24%, Amazon -12%, Microsoft -9%. Eppure quasi tutti gli indici sono ancora più alti della fine del ’25, che ha coronato un periodo di grande crescita. La Borsa italiana, per quello che ancora può significare oggi, è a +2% dall’1% gennaio, l’indice europeo a +3,5%, il Dow Jones americano a +3,37%. L’argento è calato di oltre il 30% ma l’oro ha praticamente recuperato quota 5mila dollari per oncia.

Il mercato è diventato selettivo, guarda a fondo i numeri di ogni società, cerca di riconoscere il valore caso per caso ed evita di cadere nella trappola del contagio, anche solo settoriale, a cui eravamo abituati fino a qualche tempo fa: se scende un titolo importante trascina tutto il mercato o almeno il settore

Non manca chi parla di bolla e avverte del pericolo di un crollo dopo un lunghissimo ciclo di aumento. L’indice azionario mondiale è intorno a 1.000 punti, superiore del 33% al precedente massimo di fine 2021. Il boom successivo è stato alimentato dalle aspettative legate all’Intelligenza Artificiale, che molti ritengono siano state sopravvalutate. Ma questa fase mostra un elemento nuovo, che può essere tranquillizzante per la tenuta dei mercati: gli episodi di caduta anche forte non hanno l’effetto di scatenare il calo generalizzato, cioè quello che accade quando scoppia la bolla, come si dice in gergo. Dunque siamo di fronte a singoli casi di caduta, dovuti a fattori individuali, che riguardano il singolo titolo. Microsoft è punita per gli investimenti eccessivi nell’IA ma svetta Nvidia, che produce componenti proprio per questa innovazione tecnologica. Stellantis paga la dismissione dei progetti per l’auto elettrica ma le case cinesi emergenti aumentano di valore.

Non bisogna necessariamente rifuggire da investimenti che contengono moderate dosi di rischio, ma affrontarli consapevolmente

Il mercato è diventato selettivo, guarda a fondo i numeri di ogni società, cerca di riconoscere il valore caso per caso ed evita di cadere nella trappola del contagio, anche solo settoriale, a cui eravamo abituati fino a qualche tempo fa: se scende un titolo importante trascina tutto il mercato o almeno il settore. Questo è sicuramente un bene, perché evita fenomeni pericolosi come il panic selling o la rincorsa imitativa verso i best in class. Però generà anche tanta volatilità, cioè oscillazioni pronunciate dei prezzi che costituiscono il principale fattore di rischio degli investimenti. Questa fase richiede informazione, perizia, attenzione, cura continua del portafoglio. Dimostra che l’investimento del risparmio non è un gioco, anche se si diffonde sempre di più la gamification degli investimenti. Alludo alle piattaforme di trading on line che invogliano a inseguire facili guadagni. Come se allocare i risparmi fosse uguale a scommettere su quanti goal saranno segnati in una partita di calcio, comportamento comunque già a rischio ludopatia.

Non bisogna necessariamente rifuggire da investimenti che contengono moderate dosi di rischio, ma affrontarli consapevolmente. I giusti impieghi anche in classi di attività meno tutelanti per il risparmiatore sono positivi perché generano migliori rendimenti nel medio – lungo periodo. Rifugiarsi solo nel caro vecchio Btp, oggi davvero piuttosto caro, rischia di non recuperare neanche la svalutazione inflazionistica. Come tutte le cose che comportano una componente di pericolo, vanno fatte in condizioni di sicurezza, dotandosi degli adeguati supporti di conoscenza e professionalità.

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