Cabina di regia governativa

Cabina di regia
governativa

Eravamo tutti fragili equilibristi della vita da settimane. Ora lo sappiamo. Non ci sono più scuse d’ignoranza per alcuno. Lo sanno anche gli sconsiderati che sabato scorso, per l’ultima volta, hanno animato accalcati a centinaia le piste soleggiate di numerose località sciistiche. Lo sapevano benissimo coloro i quali sono fuggiti in fretta e furia dalla Lombardia dopo le imperdonabili fughe di notizie sul decreto governativo diramato ufficialmente dal presidente del Consiglio solo nella notte fra sabato e domenica.

Il coronavirus sta letteralmente stravolgendo le condizioni di vita dei cittadini e sfinendo la resistenza dell’economia commerciale e industriale della nostra provincia. Il sistema sanitario lombardo urla il proprio improcrastinabile bisogno di sostegno nazionale e sovranazionale e, nel mentre, opera giorno e notte con competenze mediche e infermieristiche che commuovono e ci rendono tutti orgogliosi di vivere in luoghi così ricchi di capacità e bellezza umana.

È dal dopoguerra che non si avvertiva così forte e urgente il bisogno di una «cabina di regia» governativa solida e autorevole che ridia ordine e priorità alle urgenze del Paese, riponendo al centro dello sviluppo nazionale il tema delle «competenze» - quelle che oggi stanno salvando la vita a migliaia di degenti colpiti dal virus - e che negli anni sono state drammaticamente mortificate in buona parte dei settori produttivi pubblici, a vantaggio di logiche clientelari gestite da mostruose macchine burocratiche al servizio del potere e degli affari di pochi.

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