Chiarimento salutare e tattiche mediocri

La clamorosa marcia indietro di Carlo Calenda, che nel corso di una intervista tv ha stracciato l’accordo elettorale siglato col Pd solo pochi giorni fa, dimostra - questa volta più di altre - quanto sia arduo mettere insieme le «anime» di sinistra, centro, centrosinistra, ecc. in funzione anti-centrodestra. Calenda ora dice addio a Enrico Letta dopo che il Pd, oltre all’accordo con lui, ha firmato anche quello con Angelo Bonelli (Verdi), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), Luigi Di Maio. Per lui questa circostanza è evidentemente intollerabile: Verdi e sinistra radicale hanno fatto opposizione al governo Draghi e Di Maio è, agli occhi del leader di Azione, solo il grillino incompetente che ha smantellato il suo lavoro al Mise.

Chiarimento salutare e tattiche mediocri
Il segretario del Pd Enrico Letta (a sinistra) con Carlo Calenda, leader di Azione

Si vedrà più avanti quale conseguenze avranno queste contorsioni sul risultato elettorale generale e su quello personale di Carlo Calenda (che domenica 7 agosto ha perso per strada i radicali di Emma Bonino): per il momento si può solo dire che obiettivamente favoriscono il centrodestra. Una coalizione abbastanza ampia, ancorchè troppo eterogenea, come quella immaginata da Letta, avrebbe potuto con qualche speranza sfidare nei collegi uninominali i candidati di Meloni, Salvini e Berlusconi, che invece ora potrebbero anche fare cappotto trovandosi di fronte forze tra loro divise in vari segmenti, nessuno sufficientemente robusto e coeso. Insomma, stiamo quasi assistendo ad un suicidio politico.

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