Coronabond anti-crisi i falchi si oppongono Ultima chiamata per l’Ue

Coronabond anti-crisi
i falchi si oppongono
Ultima chiamata per l’Ue

La video riunione del Consiglio europeo deve prendere delle decisioni molto importanti per il futuro del Continente (e delle sue economie) sferzato dalla pandemia da Coronavirus. Talmente importanti che potrebbero cambiare il volto dell’Unione oppure segnarne il declino.

Si riuscirà, di fronte all’emergenza, a superare l’Europa dell’austerità, attenta più al rigore dei bilanci che al benessere sociale dei suoi cittadini, quella che ha creato malcontento dando la stura ai movimenti nazionalistici, sovranistici ed eurocontrari? Se questo è il contesto, la domanda cui devono rispondere i capi di Stato e di governo è semplice: in che modo si concretizza la solidarietà europea nella lotta al virus e alla sue conseguenze socio-economiche?

Per iniziativa di Giuseppe Conte i premier di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Grecia e Slovenia hanno firmato una lettera alla Commissione con cui propongono l’istituzione degli eurobond - ribattezzati Coronabond - cioè titoli emessi da una istituzione europea comuni a tutti i partner che rappresenterebbero un’azione collettiva per evitare che la pandemia si trasformi in una catastrofe economica.

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