Degrado e aspirazioni della culla di civiltà

Degrado e aspirazioni
della culla di civiltà

Per la prima volta martedì scorso Papa Francesco è andato in visita in Campidoglio. Un evento di grande rilievo che il Pontefice ha nobilitato con un discorso teso a magnificare una città culla di storia e di cultura, faro di civiltà, esempio di accoglienza tra i popoli. Nel contempo Francesco non ha mancato di auspicare che Roma riesca a mantenersi all’altezza della sua storia millenaria. Auspicio che era, nel contempo, una preoccupazione per le attuali condizioni della città, alle prese con un degrado sempre più evidente. Il governo della città è indubbiamente carente; la giunta capitolina – al di là di quelli che possono essere i suoi meriti e le sue carenze – è in uno stato tellurico permanente. In tre anni sono cambiati 9 assessori, tra rinunce, dimissioni (date o imposte), ritiro del mandato.

Un ritmo da samba brasiliana. Per non parlare degli alti funzionari impigliati nelle maglie della giustizia penale, e del presidente del Consiglio comunale indagato. Se lo stato di salute, sul piano politico-istituzionale, non è buono, quello riguardante la qualità dei servizi pubblici è anche peggio. Due i settori che sono ormai una spina nel fianco di coloro che vivono a Roma, o che vi transitano: la raccolta dei rifiuti e il trasporto locale.


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