Democrazia in equilibrio sulla legge elettorale

Il commento Nonostante gli enormi difetti, è stata tenuta in vita la legge elettorale che aveva creato la legislatura più pazza della Repubblica, iniziata con la richiesta di impeachment di Mattarella e conclusa con il licenziamento dell’italiano più stimato al mondo. La scusa di chi (i capi partito) aveva interesse a mantenere il privilegio dei seggi decisi a tavolino tra quattro nemici in una stanza, era che la questione legge elettorale non interessa ai cittadini, che hanno ben altre priorità. Vecchio trucco antipolitico.

Democrazia in equilibrio sulla legge elettorale
L’aula della Camera in occasione di una seduta congiunta del Parlamento
(Foto di Ansa)

Quanto invece la questione sia importante lo si vede in questi giorni, con la preparazione delle elezioni, parola che è sinonimo di democrazia. Purtroppo, però, vediamo i partiti impegnati non a proporre quello che davvero vorrebbero rappresentare, ma ciò che è più conveniente per applicare astutamente le regole elettorali. A costo anche di contraddirsi e confondere le idee dei cittadini. Mentre diventa un ricordo da rimuovere con fastidio l’effimero successo del partito che nel 2018 fu scelto da un italiano su tre, in odio a tutti gli altri (ma la rabbia di un momento poi ha conseguenze per anni…), si formano coalizioni imposte quasi solo dalle regole elettorali. Si fanno sforzi immani per far quadrare conti oltretutto aleatori, perché il taglio dei parlamentari rende molto virtuali le previsioni, e alla fine arriveranno sorprese oggi inimmaginabili, perché il ridisegno di collegi immensi mette insieme Porta Venezia e i paesini del Pavese. Stiamo vedendo quante contorsioni sono state fatte a destra, a sinistra e al centro. Spariscono in un attimo teorie radicate, come l’illusione del campo largo (che errore) o la distinzione non banale tra draghiani e non draghiani, e c’è tutto un riposizionamento affannoso.

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