Difendere il bene
dal disincanto

Il presidente della Repubblica a inizio settimana è intervenuto per mettere ordine a parole e pensieri su un tema centrale per una corretta vita sociale del Paese. Consegnando a Roma i premi agli «esempi civili», cittadini che si sono distinti per opere e azioni di coraggio, per il loro impegno verso il prossimo o per aver mostrato una straordinaria forza di reazione alle avversità, Sergio Mattarella ha detto con lo stile e la pacatezza che lo contraddistinguono: «Sempre più spesso leggo e sento considerazioni piene di ironia nei confronti dei buoni sentimenti. Voglio dire con garbo ma con chiarezza che preoccuparsi del bene comune non è una espressione buonista da libro Cuore. Bisogna tutti attivarsi concretamente per il bene comune, per la solidarietà che porta progresso al Paese».

Difendere il bene dal disincanto

Se il capo dello Stato interviene con fermezza, significa che è preoccupato da un clima generale che ammorba l’Italia. Del resto basta viaggiare nei social network, ascoltare certi discorsi nei luoghi pubblici o guardare talk show televisivi per avere conferma di questa preoccupazione. La cattiveria e il sospetto portano a non concepire più come possibili gesti di generosità e di gratuità pieni: ci deve essere per forza un guadagno economico dietro, un interesse inconfessabile per chi agisce a favore del bene comune.

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