Doppi forni e un bluff Intanto Conte riapre al Pd

Doppi forni e un bluff
Intanto Conte riapre al Pd

Esiste o non esiste il «doppio forno» dei grillini? Si fanno o non si fanno, a casa Di Maio, delle trattative in parallelo coi democratici e con i leghisti? Qualunque sia la risposta, Giuseppe Conte ha fatto la sua scelta e ha detto un «no» netto, senza appelli, alla Lega di Matteo Salvini. Dunque il presidente del Consiglio dimissionario si è messo a disposizione di una sola ipotesi di governo, quella con i democratici. Posizione interessante che delinea un uomo non per tutte le stagioni e che non fa un passo indietro rispetto alla durissima reprimenda pronunciata in Senato nei confronti di Salvini. All’epoca quelle parole furono interpretate come un messaggio implicito al Pd: sto contro Matteo, dunque posso ancora avere un ruolo in una coalizione diversa.

Zingaretti però ha risposto picche, ha chiesto «discontinuità» e ha sbarrato la strada ad un suo ritorno sulla scena. Ora Conte sembra dare un’altra prova di vicinanza al Pd nel mentre chiude definitivamente con i leghisti. Basterà? Difficile. Luigi Di Maio ha posto al Pd proprio il nome di Conte come pregiudiziale: senza di lui a Palazzo Chigi - ha intimato - non si fa nessun accordo, non nasce nessun governo. Il Pd ha rifiutato e la trattativa è andata in stallo. Ora l’intervento da Biarritz di Conte in prima persona probabilmente serve a rifar partire la macchina.


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