Draghi, «ariete» della Lega
Mario Draghi

Draghi, «ariete»
della Lega

La cautela è d’obbligo e la marcia resta col freno a mano, però è un fatto che il comitato tecnico-scientifico istituito dal governo per affrontare la pandemia ha cominciato a discutere del «dopo», cioè del ritorno alla normalità. Tutti si chiedono quanto tempo dovremo ancora aspettare chiusi in casa, e soprattutto quale sarà la realtà socio-economica dell’Italia nella convalescenza. La Confindustria ieri forniva numeri da bollettino di guerra in una previsione di crollo del Pil di almeno il 6%, mentre per il debito l’ipotesi corrente è di un pesantissimo 150% sul Pil. Dietro i numeri si nasconde l’ansia di chi vorrebbe riaccendere il motore. Il governo, a quanto si capisce, si affida appunto ai tecnici e agli scienziati. I quali ieri, cominciando a parlare del futuro, hanno per prima cosa suggerito che il lock-down sia prorogato fino a Pasqua, e poi si vedrà.

Dipenderà dai numeri dei contagi, ovviamente, e dalla estensione del virus verso il Sud Italia, ma la parola d’ordine resta: gradualità. Molto prudentemente si è evocata la possibilità di riportare in attività alcune filiere industriali come quelle delle macchine agricole e dei ricambi industriali, e non è passato inascoltato l’appello della Federacciai a considerare che, a differenza di noi, le acciaierie francesi e tedesche non si sono fermate.

A Palazzo Chigi e a via XX Settembre dividono il lavoro tra il prossimo decreto «Aprile», che conterrà altre misure di sostegno per almeno 25 miliardi, e la trattativa in corso all’Eurogruppo per arrivare ad una soluzione comune di risposta al Coronavirus superando le cocciute chiusure di tedeschi e olandesi di fronte a qualunque ipotesi di eurobond, anche finalizzati alla pandemia. La quantità di proiettili che possiamo approntare per difendere imprese e famiglie dalla recessione dipende in buona parte dalle decisioni che si prenderanno a Bruxelles.

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