Economia, ripartenza con la spinta dei colossi
Euronext acquisterà entro la fine dell’anno, per circa 4 miliardi, Borsa Italiana (Foto by Ansa)

Economia, ripartenza
con la spinta dei colossi

La ripartenza della nostra economia è strettamente legata alle iniziative e alla visione strategica delle più grandi realtà economiche e finanziarie. Sono dunque apprezzabili da questo punto di vista le operazioni recentemente messe in campo da Intesa San Paolo e Cassa depositi e prestiti. Intesa San Paolo, con l’annessione nel 2021 di una banca molto solida qual è Ubi, darà vita a un colosso europeo che si avvia a registrare un utile di 5 miliardi nel 2022 e che rappresenta il terzo gruppo bancario per capitalizzazione con un valore di oltre 30 miliardi, alle spalle solo di Santander e Bnp Paribas. Cassa depositi e prestiti da parte sua, che raccoglie una massa di risparmi notevole attraverso gli sportelli postali, ha progressivamente assunto partecipazioni, anche di controllo, nelle più importanti società italiane (Poste, Eni, Telecom, Snam, Italgas ecc.), tanto da ricoprire un ruolo di primo piano nel sistema finanziario non solo nazionale. È interessante, quindi, che tra queste due imponenti realtà del settore privato (Intesa) e di quello pubblico (Cdp) si sia avviata un’efficace collaborazione strategica.

I primi segnali risalgono allo scorso anno, quando Cdp ha rappresentato il perno finanziario dell’aumento di capitale di 600 milioni attorno al quale è nato «Progetto Italia». Si tratta di un’operazione di carattere industriale capitanata da Salini Impregilo, che dovrà portare alla costituzione di un maxi globo delle costruzioni di rilevanza internazionale. I passi successivi saranno quelli di inglobare Ansaldi e, in seguito, altri gruppi attivi del settore con lo scopo di rilanciarlo, salvaguardando 70-80 mila posti di lavoro e creando le premesse perché crescano a 3-400 mila nei prossimi cinque anni. Il quadro societario che si è determinato dopo l’aumento di capitale prevede che Salini detenga il 44,9% del capitale, Cdp Equiti il 18,65% e Intesa San Paolo e Unicredit il 5,22%.

Ancora, il 5 ottobre scorso è stata avviata una seconda operazione di grande rilievo nel mercato dei pagamenti digitali, che porta alla fusione di Nexi (già Carta-sì) con Sia la società delle reti di pagamento controllata da Cdp. L’operazione è stata realizzata di concerto con Banca Intesa che partecipa con il 10,50% al capitale della nuova società e costituirà una «PayTech» italiana leader in Europa, in grado di coprire l’intera catena del valore dei pagamenti digitali con la più completa e innovativa gamma di soluzioni. Lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha accolto con favore l’operazione affermando che «contribuirà alla transizione digitale in un ambito decisivo come quello dei pagamenti elettronici, garantendo più rapidità, sicurezza e trasparenza alle aziende, alle banche, alla Pubblica amministrazione e ai cittadini, in sintonia con l’impegno del governo per incentivare la transizione al cashless». Peraltro, Nexi il 15 novembre scorso ha portato a termine l’acquisizione della società scandinava Nets, che le consentirà, superando anche la francese Wordline, di diventare un vero e proprio gigante del fintech nel mondo.

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