Fragilità, il coraggio
di parlare di sé stessi

È molto difficile parlare delle proprie fragilità e dei propri limiti, in un mondo impregnato dalla cultura della prestazione e della competizione. Così quel grumo di fatica, quel senso di non farcela che può prendere e che può sfociare in una depressione resta spesso sommerso. Serve un atto di umiltà per farlo emergere. Ha colpito la dichiarazione dell’ex first lady degli Stati Uniti Michelle Obama, 56 anni, che su un social ha parlato della sua leggera depressione, generata dal lockdown per il coronavirus, dagli scontri razziali negli Usa e da una ragione politica, l’«ipocrisia dell’amministrazione Trump».

Fragilità, il coraggio di parlare di sé stessi

Uno stato d’animo che le procura risvegli notturni e un senso di pesantezza. A suo modo si tratta di un’ammissione sorprendente, perché resa in pubblico e perché arriva da una persona famosa e benestante. Pensiamo infatti (erroneamente) che il «male di vivere» non colpisca chi ha una vita agiata e priva di preoccupazioni materiali. Ma non è così: non siamo macchine, siamo fatti di carne e non di ferro.

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