I bambini della Siria vittime innocenti

I bambini della Siria
vittime innocenti

Chissà se qualcuno si ricorderà di lui. Muhammed Yusuf Hussein aveva 12 anni e camminava con la sorella Sarah, di 7 anni, in una strada vicina alla sua casa. Un colpo di mortaio turco l’ha ucciso e ha strappato una gamba a sua sorella. Erano le ore iniziali dell’offensiva voluta da Recep Erdogan e Muhammed è stato il primo dei bambini a cadere in questa guerra. Chissà quanti altri innocenti hanno diviso la sua sorte, dopo otto giorni di combattimenti e di bombardamenti sempre più vicini ai grandi centri abitati della Siria del Nord-Est, da Kobane a Qamishli, e dopo che le autorità militari turche hanno vantato la «neutralizzazione» di 500 combattenti curdi, uccisi, feriti o presi prigionieri.

.Il piccolo Muhammed è andato così ad aggiungersi alla «generazione perduta», alle tante vittime indifese della guerra in Siria. Lui stesso era poco più «grande» della violentissima crisi politica e militare cominciata nel 2011. Fino al gennaio 2014, quando smise di calcolare i morti, l’Onu aveva censito quasi 9 mila bambini e ragazzi uccisi da bombe e pallottole. Nel 2017, un rapporto di Save the Children calcolava che almeno 3 milioni di bambini siriani non avevano conosciuto altro che la guerra, mentre uno su quattro dei minori siriani era a rischio di turbe mentali per gli choc subiti e più di metà degli adolescenti ricorreva alle droghe per superare la paura e la tensione.


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