I comici in politica Non c’è da ridere
Vladymyr Zelensky

I comici in politica
Non c’è da ridere

Il nuovo presidente dell’Ucraina, eletto con il 73% dei suffragi, è Vladymyr Zelensky, comico di professione. La prima osservazione è che non c’è niente da ridere, se non altro perché il Paese (il più grande e il più povero d’Europa) è alle prese con l’irrisolta guerra nella regione orientale del Donbass. Solo con il tempo sapremo se è uno scherzo del destino, ma in ogni caso è uno scherzo da prendere sul serio. Questo e gli altri. Nell’era delle emozioni che muovono l’elettorato, risultati di tal genere non destano più scandalo: come tendenza cadono, senza sorpresa, le stelle dei vecchi maestri del pensiero e s’illuminano quelle nuove dei masterchef.

La mancanza di esperienza politica del nuovo leader è il suo valore: l’unico tirocinio lo ha visto protagonista di una popolare fiction televisiva, «Servo del popolo», in cui si narra di un professore di storia eletto a sorpresa capo dello Stato dopo aver attaccato la corruzione governativa. Un copione seguito anche nella realtà a conferma che la tv, nel conservare la supremazia nella dieta comunicativa dell’opinione pubblica, unita ai social media diventa uno strumento travolgente.


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