I debiti di Roma Capitale e il pasticcio del Governo

I debiti di Roma Capitale
e il pasticcio del Governo

A Roma è roba quasi da stornello, in Lombardia da campane a martello. Nell’ultima bozza del decreto crescita, approvata dal Consiglio dei ministri, ci sarebbe un colpo di spugna sui debiti di Roma. Il condizionale è d’obbligo perché il governo gialloverde ci ha abituati a cambiamenti quel filo repentini, ma la materia è gustosa, per usare un eufemismo: in realtà è letteralmente esplosiva. Il sottosegretario all’Economia Laura Castelli («Questo lo dice lei», ricordate la mitica risposta all’ex ministro Padoan) rassicura tutti. Vanamente.

«Si tratta di un’operazione win win nella quale vincono tutti perché prevede l’incrocio di due interessi a costo praticamente zero» spiega. Semplificando, lo Stato si farà carico di una parte dei debiti finanziari del Campidoglio compensandoli con una (piccola) riduzione del contributo destinato ogni anno al commissario. In questo modo il governo conta di chiudere la gestione commissariale entro il 2021, spiega il sindaco Virginia Raggi, ristrutturando un debito di 12 miliardi (no, non è un refuso) di euro.

d.nikpalj
Dino Nikpalj

Curioso di tutto ed esperto di niente. Classe 1968 (ohibò…), maturità tecnica e studi in Giurisprudenza, lavora a L’Eco di Bergamo dal novembre 1997. Vicecaporedattore dal 2014, è stato inviato e per tre anni ha guidato la redazione web. Scrive di cronaca, politica, trasporti e Atalanta, della quale è tifosissimo. Ha da sempre una passionaccia per il calcio inglese in tutte le sue forme e categorie, una spiccata simpatia per il Manchester City e una fornitissima biblioteca, anche di storie di calcio. Che prova a raccontare su Corner.

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