I tecnici autorevoli La politica sia adeguata
Il premier Conte a Bruxelles durante la trattativa sul Recovery Fund (Foto by Ansa)

I tecnici autorevoli
La politica sia adeguata

Task force per la gestione del Recovery Fund: il dibattito si infiamma sempre più. E, fatalmente, si ingarbuglia invece di dipanarsi alla ricerca della soluzione più adeguata. Vengono a galla, nelle tormentate vicende di questi mesi segnati dalla lotta per sconfiggere la pandemia, i limiti intrinseci di quella che si usa definire «classe dirigente». Di recente la politologa Ersilia Crobe ha sostenuto che la politica «sembra voler arretrare, delegando a commissari, comitati tecnici, tavoli di discussione, stati generali, task force la definizione degli scenari di uscita dall’emergenza».

Una raffigurazione tanto cruda quanto realistica. Il panorama attuale non rappresenta una novità, essendo divenuta «una prassi istituzionale oramai consolidata, che mina gli assunti classici alla base della relazione tra politica e amministrazione e dei loro ambiti di intervento». Che i governanti operino le scelte basandosi sull’autorevolezza dei «tecnici» è certamente lodevole. Così è stato, nei mesi passati, allorché i provvedimenti (sia quelli restrittivi che quelli di parziale o totale apertura) venivano emanati, basandosi sulle valutazioni di un comitato scientifico composto di clinici. In ciò vi è un atteggiamento di riconosciuta consapevolezza che si governa sulla base della conoscenza dei problemi.

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