Il brusco risveglio dei mercati finanziari

È un brusco risveglio quello dei mercati finanziari. Finisce miseramente un decennio straordinario, nel senso letterale di al di fuori dell’ordinario, di tassi di interesse bassissimi o negativi e di creazione abbondantissima di base monetaria. L’inflazione si è affacciata prepotentemente sullo scenario economico e le Banche centrali, non solo quella europea, hanno finalmente reagito, forse anche troppo.

Il brusco risveglio dei mercati finanziari

Le conseguenze, che come cantava Lucio Battisti «spesso fan soffrire», sono sotto gli occhi di tutti: le Borse mondiali sono calate del 12% dall’inizio dell’anno, quella di Milano del 18%, il Nasdaq, impropriamente detto il listino tecnologico, di quasi il 30%. Il Btp decennale che valeva 105 euro per ogni 100 di nominale all’inizio dell’anno oggi è sceso a 83, livello a cui corrisponde un rendimento a scadenza del 4%. Il differenziale rispetto ai titoli tedeschi è oltre i 240 punti, oltre il doppio rispetto a gennaio.

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