Il caso Cesa mette a rischio il governo Servirebbe un ricucitore
Lorenzo Cesa (Foto by Ansa)

Il caso Cesa mette a rischio il governo
Servirebbe un ricucitore

l «caso Cesa» piomba sulla situazione politica complicandola ulteriormente: l’indagine per fatti di ‘ndrangheta sul segretario ora dimissionario dell’Udc rende impossibile il tentativo di Conte di attrarre i centristi nell’area della maggioranza. Non si parla più del rifiuto di Cesa ad allontanarsi dal centrodestra (da cui aveva avuto rassicurazioni sui posti in lista alle prossime elezioni) ma piuttosto della porta sbarrata dai Cinquestelle a qualunque rapporto con l’Udc: la situazione si è rovesciata. Questo rende ancor più fragile il governo presieduto da Giuseppe Conte. Che deve in questo fine settimana riuscire ad organizzare le truppe per poter affrontare, mercoledì e giovedì, il primo appuntamento parlamentare in cui sarà necessaria la maggioranza assoluta per far passare un testo del governo.

Si tratta della relazione sullo stato dell’amministrazione giudiziaria presentata dal Guardasigilli Bonafede: Italia Viva ha già annunciato voto contrario e, se si sommano i 16 senatori renziani ai 140 colleghi appartenenti all’opposizione, si arriva alla quota di 156, esattamente quella raggiunta martedì scorso da Conte quando ha chiesto la fiducia dell’assemblea di palazzo Madama. Se si considera che persino tra qualche «volenteroso» c’è intenzione di votare contro Bonafede – capo della delegazione grillina al governo, è bene non dimenticarlo – è matematicamente sicuro che il governo la prossima settimana «andrà sotto», e così stando le cose sarà solo la prima di una serie di bocciature.

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