Il ruolo degli stati nella crisi mondiale

Il ruolo degli stati
nella crisi mondiale

«Tutti i Paesi industrializzati hanno la necessità di aggiornare i modelli sociali tradizionali per rispondere ai nuovi rischi e ai nuovi bisogni di individui e comunità. Nessuno può sperare che i problemi si risolvano da soli, né inseguire soluzioni ormai impraticabili di chiusura e protezione». Così scriveva, nel 2005, Romano Prodi. Nelle condizioni attuali, nel pieno di una crisi sanitaria planetaria, che tende a generare il crollo delle economie, le sue parole assumono, a quindici anni di distanza, le sembianze di una lucida premonizione e di un accorato monito sui rischi derivanti da un modello di sviluppo sempre più scollato dai bisogni delle comunità.

L’impraticabilità di sistemi di chiusura e protezione delinea nuove sfide e impone nuove risposte. Alla lunga sono emersi i tremendi danni delle ricette neoliberiste, spacciate come la bacchetta magica di uno sviluppo economico basato sull’espansione della leva finanziaria. Quanto esse fossero fallaci lo aveva già dimostrato la crisi del 2008.

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