Impeachment, ma Trump alla fine sarà indenne

Impeachment, ma Trump
alla fine sarà indenne

L’impeachment, ovvero la messa in stato d’accusa del presidente degli Stati Uniti, è un atto storicamente eccezionale, di carattere formalmente giuridico, ma in realtà assolutamente politico. Per Donald Trump, paradossalmente, si potrebbe rivelare addirittura un insperato dono del cielo. Ma prima vediamo di che si tratta. La Costituzione americana prevede infatti che questa procedura possa avvenire in tre casi definiti «straordinari»: alto tradimento, corruzione o non meglio precisati «crimini e misfatti», in inglese «crimes and misdemeanors» (qualcuno si ricorderà che è il titolo di un film di Woody Allen).

Quest’ultima è una dizione che permette di introdurre praticamente qualunque cosa. Ma i giudici del tycoon americano, accusato di abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso in un complesso caso che riguarda l’Ucraina, non sono gli inquilini dell’ala Sud del Campidoglio, ovvero i deputati della Camera (dove la maggioranza è democratica), bensì quelli dell’ala Nord: i 100 senatori. I deputati votano solo se mandarlo al Senato. Il suo vero tribunale. E tra i senatori la musica cambierà, perché la maggioranza è repubblicana.

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