Innovazione, la posta in gioco per Bergamo

ITALIA. La manifattura sta vivendo una fase di profonda trasformazione, che la riporta al centro non solo dell’economia, ma anche delle dinamiche strategiche globali.

Oggi produrre non significa più soltanto trasformare materie prime, ma presidiare un ecosistema complesso in cui si intrecciano tecnologia, innovazione, logistica e capacità competitiva dei territori. È ormai evidente quanto le nuove tecnologie siano determinanti per la competitività di un Paese. Anche il nostro territorio offre diversi segnali concreti: nei giorni scorsi è stato annunciato un finanziamento pubblico di oltre 200 milioni di euro a Camgraphic, startup deep tech attiva nelle tecnologie fotoniche, una parte del quale sarà destinata alla realizzazione di un nuovo stabilimento al Kilometro Rosso, operativo entro il 2028. Non si tratta soltanto di un investimento industriale, ma di un intervento capace di generare competenze avanzate, occupazione qualificata e una filiera ad alto contenuto tecnologico.

L’Intelligenza Artificiale

A queste tecnologie si affianca un ulteriore elemento di discontinuità: l’Intelligenza Artificiale. L’evoluzione verso sistemi di agentic AI, in grado di operare con crescente autonomia, sta iniziando a incidere in modo concreto sul mondo della produzione e delle filiere logistiche. Sempre più spesso, l’Intelligenza Artificiale è incorporata nei sistemi fisici, in particolare nella robotica. Si parla, non a caso, di physical AI: l’integrazione tra Intelligenza Artificiale e sistemi meccatronici, che consente alle macchine non solo di eseguire, ma di percepire, adattarsi e prendere decisioni. È un tema emerso con forza, a più riprese, anche nell’ambito della rassegna Bergamo Next Level e che trova già a Bergamo competenze rilevanti nei nostri laboratori universitari, oltre a significative ricadute sul mondo industriale anche grazie alla presenza di realtà come il Point di Dalmine e il Consorzio Intellimech per la meccatronica.

È qui che si misura la vera sfida: trasformare conoscenza e ricerca in vantaggio competitivo

È qui che si misura la vera sfida: trasformare conoscenza e ricerca in vantaggio competitivo. La competitività, oggi, non è più il risultato di singole eccellenze isolate, ma della capacità di costruire delle aree di innovazione. Luoghi in cui università, imprese, centri di ricerca e istituzioni collaborano in modo strutturato, condividendo visione e obiettivi.

Fare sistema

Il territorio bergamasco parte da una posizione di forza. A una solida tradizione manifatturiera si affianca un tessuto sempre più articolato di competenze industriali, infrastrutture di ricerca e poli di eccellenza. Il punto, però, non è solo avere queste risorse, ma saperle mettere a sistema. Qui si gioca la partita decisiva: superare la frammentazione, evitare duplicazioni, costruire massa critica. Senza una regia condivisa, anche i migliori asset rischiano di disperdersi.

In questo contesto si inserisce il progetto della Zis-Zona di innovazione strategica - per la meccatronica avanzata, promosso da Regione Lombardia. Non un semplice intervento di sviluppo locale, ma un potenziale strumento di politica industriale territoriale. Se ben interpretata, la Zis può diventare il luogo in cui si concentra innovazione, si attraggono investimenti qualificati, si rafforzano le filiere e si integrano formazione, ricerca e industria.

La posta in gioco è alta: convertire il capitale relazionale costruito negli anni in una piattaforma solida di conoscenza e innovazione. Per Bergamo non si tratta soltanto di una sfida, ma di un’opportunità concreta per consolidare il proprio ruolo e rafforzare la propria identità in uno scenario globale in rapida evoluzione. Un atto di visione e responsabilità collettiva.

*Rettore dell’Università degli studi di Bergamo

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