La Brexit diventa un salto nel buio

La Brexit diventa
un salto nel buio

Quella di Theresa May, come si è visto, non è stata una sconfitta ma una catastrofe parlamentare. La bozza di accordo con la Ue per regolamentare la Brexit, ovvero il distacco definitivo del Regno Unito dall’Unione europea, è stata respinta dal Parlamento inglese con 432 no e 202 sì, una disfatta che su quegli scranni non si vedeva dal 1924. E non basta. Entro lunedì la premier dovrà presentare un piano B che non ha. L’Unione europea maramaldeggia e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, sibila che «il tempo è quasi finito», ricordando agli inglesi che il 29 marzo si taglia il cordone e buonanotte a tutti.

Per finire, il laburista Jeremy Corbin chiede le dimissioni della May ed elezioni anticipate. Tanta debolezza, però, potrebbe diventare il vero punto di forza della May. Perché la verità è una sola: il Regno Unito si è lanciato nell’avventura della Brexit senza avere la più pallida idea di ciò che quella decisione avrebbe comportato.


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