La corsa al vaccino
non diventi una gara

«Nelle ultime ore è stato reso definitivo il contratto tra la Commissione Europea e Astrazeneca. Quel contratto parte dall’intesa fatta da Italia, Germania, Francia e Olanda con questa azienda. Stiamo parlando di un candidato vaccino, quindi c’è bisogno di tutta la prudenza del caso, ma in questo contratto c’è scritto che, se il vaccino dovesse essere confermato come sicuro, le prime dosi saranno già disponibili entro la fine del 2020». Le parole che Roberto Speranza, ministro della Salute nel governo Conte, ha rivolto al Senato durante l’informativa sul livello di attuazione delle misure contro il Covid 2, sono avvolte da una sana prudenza.

La corsa al vaccino non diventi una gara

Nonostante questo, però, contengono un vizio che dilaga nei governi di tutto il mondo: ostinarsi ad annunciare il momento d’arrivo del sospirato vaccino che metterà fine alla pandemia, che dall’inizio del 2020 cambia le abitudini, l’economia e la vita associata di gran parte del pianeta.

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