La pena di morte
Strappo di Trump

Negli Stati Uniti vige una tradizione: alla vigilia del Giorno del ringraziamento, che cade a ottobre o novembre a seconda degli anni, il presidente grazia un tacchino, salvandolo dalle tavole degli americani. La festa è un segno di gratitudine verso Dio per il raccolto e per quanto ricevuto durante l’anno trascorso. Ma c’è un’altra consuetudine, seria e decisiva, in quella che consideriamo la più grande democrazia del mondo (lo è ancora, se non in senso geografico?): le esecuzioni delle pene capitali vengono sospese nei due mesi e mezzo che separano l’elezione dell’inquilino della Casa Bianca (a inizio novembre) dal suo insediamento (per Biden sarà il 20 gennaio prossimo).

La pena di morte Strappo di Trump

È così da ben 130 anni. Ma Donald Trump ha deciso ancora una volta di andare cinicamente contro corrente: ha infatti confermato l’esecuzione di una decina di condanne a morte comminate da tribunali federali. Due sono già state portate a termine e tra i detenuti in attesa c’è anche Dustin John Higgs, per il rapimento e l’omicidio di tre donne che però non ha materialmente commesso, per ammissione del suo complice reo confesso, Willis Haynes.

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