L’industria Ue
e la sfida dei chip

Attorno ai semiconduttori, e più precisamente ai microprocessori realizzati a partire da questi materiali, si gioca una delicata partita economica con un importante impatto sull’industria italiana. Il modo in cui l’affronteremo conterrà indizi decisivi sul futuro dell’Unione europea. Vediamo perché. La carenza di chip ha varie cause: dall’impennata della domanda di pc, tablet e smartphone all’interruzione delle catene del valore globali per colpa della pandemia, passando per le tensioni commerciali crescenti tra Stati Uniti e Cina. Il nostro continente è investito in pieno dalle conseguenze negative di una simile situazione, come dimostrano - anche in Italia - rallentamenti e fermi imposti ai produttori di automobili, apparecchi elettronici ed elettrodomestici.

L’industria Ue     e la sfida dei chip
Il Commissario al mercato interno Thierry Breton ha annunciato un piano per i semiconduttori

L’Unione europea potrà giocare un ruolo attivo nella risoluzione del problema? Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, sembra essere convinto di sì. La settimana scorsa ha definito la «sovranità» come «la nostra capacità di indirizzare il futuro», e ha citato a questo proposito il «rilancio degli investimenti, soprattutto in ambiti strategici e innovativi come i semiconduttori».

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