L’Iva salva col carcere
ai grandi evasori

Il 27 del mese si avvicina a grandi passi e i temi economici prendono il sopravvento nella vita del governo. Entro quella data, venerdì, il Tesoro dovrà presentare la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, il primo atto formale dell’iter che condurrà all’approvazione della legge di Bilancio 2020 a dicembre. Con la nota la maggioranza giallo rossa comincerà a dirci come intende muoversi, fornendo i macro-numeri della finanza pubblica. E subito impatterà i 23 miliardi che occorre trovare per impedire l’aumento automatico dell’Iva che sarebbe, stando al parere di tutti, una autentica mazzata sui consumi in questa fase di flessione del Pil. Dunque si è subito aperto il tema fiscale.

L’Iva salva col carcere     ai grandi evasori

Il primo impegno è appunto evitare che l’Iva aumenti ma naturalmente questa è una azione che, se ha successo, il cittadino neanche avverte. Viceversa l’elettorato si aspetta che le tasse diminuiscano. E che si concretizzi quella riforma del cuneo fiscale che nelle intenzioni dovrebbe risolversi tutta a vantaggio del lavoratore piuttosto che delle imprese. Al contrario, i primi messaggi che sono giunti all’elettorato dai vari ministri parlavano di tasse nuove o di tasse che aumentano.

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