Mediazione sullo stop ai licenziamenti, ora ci sono i nodi della legge elettorale

Mediazione sullo stop ai licenziamenti, ora ci sono i nodi della legge elettorale

Se si sta alle previsioni della vigilia, oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto d’agosto da tutti atteso per le sue misure di sostegno all’economia sofferente e all’occupazione. La maggioranza infatti ha (avrebbe) trovato un compromesso sul nodo politico principale contenuto nel decreto: il blocco dei licenziamenti. Il ministro grillino Nunzia Catalfo insieme alla sinistra di Leu voleva una proroga del blocco deciso durante le settimane del Covid e del lockdown fino alla fine dell’anno. Viceversa Italia Viva, molti del Pd e anche vari esponenti del M5S trovavano l’idea pericolosa e onerosa per le aziende.

Una frattura politica che rispecchiava esattamente la contrapposizione tra le parti sociali: da una parte Cgil, Cisl e Uil già minacciavano lo sciopero generale ove non si fosse prorogato il blocco al 31 dicembre mentre la Confindustria di Carlo Bonomi prevedeva proteste durissime degli industriali se si fosse dato retta alla Catalfo e ai sindacati. Alla fine il ministro dell’Economia Gualtieri ha tirato fuori la formula della mediazione: il blocco rimane ma solo per chi continua a usufruire della cassa integrazione che è prevista fino alla metà di novembre e a certe condizioni al 31 dicembre.

Un meccanismo complesso comprendente anche sgravi accompagna il compromesso che dunque non dovrebbe più incontrare una dura opposizione di una parte o di un’altra degli schieramenti sociali mentre ricompone il quadro politico messo in tensione. Insomma, segnali di pace.

© RIPRODUZIONE RISERVATA