Polemiche sull’Arma Governo diviso

Polemiche sull’Arma
Governo diviso

«Non diamo a Mario, con le polemiche, la dodicesima coltellata». Con queste parole il comandante dei carabinieri, generale Nistri, durante il funerale del vicebrigadiere ucciso a Roma, ha voluto lanciare un appello a politici e media perché non infieriscano sull’Arma per la vicenda della foto che sta facendo il giro del mondo in cui si vede uno dei due giovani americani accusati dell’omicidio con le manette e una benda sugli occhi. Una vicenda tristissima, un penoso autogol nel giorno in cui in cui tutti gli italiani (tranne la svirgolata professoressa che ha twittato «uno di meno») si sono stretti attorno ad una delle istituzioni più amate del Paese.

Anche se non immune, neanche essa, da seri problemi interni che via via emergono: non a caso la vicenda della benda all’americano è già stata avvicinata dagli ambienti alternativi al «Caso Cucchi». Nistri insomma chiede di non strumentalizzare perché -assicura – l’Arma saprà fare ordine da sé come ha già cominciato a fare. E tuttavia proprio la foto incriminata è riuscita a far emergere ancora una volta, insieme alle polemiche, quanto siano diverse le sensibilità all’interno del governo. Tra Salvini, Conte e Di Maio.

Il ministro dell’Interno ha fatto fare un tweet per dire una cosa molto diretta e «popolare»: altro che scandalizzarsi, c’è una sola vittima da piangere, un carabiniere, un padre, un italiano che stava facendo il proprio dovere e che è stato accoltellato: chi sarà giudicato colpevole, dice ancora Salvini, «dovrà avere la galera a vita». Concetto peraltro già esplicitato quando si diffuse la notizia del fatto di sangue e si pensava che gli aggressori fossero nordafricani: «bastardi», li definì sulle prime il ministro dell’Interno. Per il quale dunque l’atto di bendare il fermato e di fotografarlo in quella condizione non deve farci dimenticare «chi ha fatto cosa».


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