Ponte di Genova,
l’orgoglio italiano

Il triplo passaggio delle Frecce tricolori e il suono delle sirene delle navi ormeggiate al porto è stato l’unico strappo alla regola di una cerimonia giustamente mesta, quella dell’inaugurazione del nuovo ponte «Genova-San Giorgio» progettato dall’architetto di fama internazionale Renzo Piano, genovese che non ha mai rinnegato i suoi natali pur vivendo lontano dalla città della Lanterna. La ferita dei 43 morti non si rimargina, ha sottolineato il presidente della Repubblica Mattarella, e come ha giustamente detto il premier Conte, impone una reazione dello Stato in termini di contestazione degli accordi, di cambiamento della governance e della concessione.

Ponte di Genova, l’orgoglio italiano
Il passaggio delle Frecce Tricolori sopra il nuovo ponte di Genova

I familiari delle vittime erano stati invitati a partecipare alla cerimonia, ma avevano opposto il rifiuto perché ritenevano che l’evento prendesse un indirizzo troppo festoso. Così non è stato. Il Comitato dei congiunti ha anche accettato che sul ponte venissero letti i nomi dei loro familiari morti. Sentire quei nomi scanditi in un’atmosfera surreale ha reso tutto il peso di quella immane tragedia che esige giustizia, e che come ha giustamente detto il procuratore di Genova non potrà mai andare in prescrizione, esattamente come le stragi di Stato.

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