Popolare di Bari Solo guai su guai

Popolare di Bari
Solo guai su guai

Ci risiamo. La crisi della Banca Popolare di Bari è qualcosa di già visto, ed è infatti ripartita la strumentalizzazione e la polemica. In un Paese con scarsa memoria, nulla si impara dal passato. Finirà anche stavolta con un conto da pagare. Più, speriamo di no, la novità di una Banca del Sud da mettere sulle spalle dei contribuenti. Il paradosso è che il sistema bancario complessivo, quello che in questi anni si è unito e consolidato, è ben più saldo che in altri Paesi europei, ma la lista della sofferenza si allunga con storie diverse: Monte dei Paschi,Banche venete, Banche toscane e marchigiane, Carige, e ora il più grande istituto del Sud. Il crack di Bari assomiglia molto a quello delle venete, per l’inganno in cui sono caduti risparmiatori convinti da impiegati che hanno messo nei guai persino amici e parenti, ma è molto più insidioso dei precedenti.

Etruria e dintorni valevano l’1% del mercato bancario, ma hanno creato un caso da talk show permanente. Oggi, però, sono parte del solido sistema Ubi e i 4 miliardi che hanno consentito di far sopravvivere dipendenti e correntisti sono stati non a carico del pubblico ma del sistema interbancario. Eppure hanno spostato milioni di voti, interrotto un ciclo politico e hanno persino promosso un discutibile «risarcimento» pagato con soldi trovati in fondo al barile dei conti dormienti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA