Sicurezza europea non basta delegare

Sicurezza europea
non basta delegare

«Tuteliamo i nostri interessi quando chiediamo all’Ue di essere protagonista». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio definisce il senso del vertice a Bruxelles con i colleghi di Francia, Germania, Gran Bretagna e l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell. Un’Unione Europea coesa è l´auspicio. Dalla caduta di Gheddafi l’Italia da sola fatica ad affermarsi nello scacchiere libico. Vanta antichi legami con la sua ex colonia ma sono lontani i tempi di Andreotti e di Craxi quando la politica mediterranea e quindi gli interessi vitali del Paese erano gestiti in prima persona e non demandati alla buona volontà altrui. Il segno di una decadenza che la decisione di Mike Pompeo di non comunicare nulla al governo di Roma all’indomani dell’assassinio del generale iraniano Qassam Soleimani vieppiù conferma.

Il segretario di Stato americano ha chiamato i ministri degli Esteri di diversi Paesi alleati ma non la Farnesina di Luigi Di Maio. Oggi il ministro degli Esteri sarà al Cairo per chiedere un gesto di buona volontà. Con quali argomenti non si sa, visto che Al Sisi appoggia il generale Khalifa Haftar. In termini morali è gratificante appoggiare un governo democratico sostenuto dall’Onu. Ma anche Fayez al-Sarraj si è stancato delle buone intenzioni e chiamato nei giorni scorsi telefonicamente da Roma si è negato.

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