Sicurezza una priorità ma non siamo il far west

Sicurezza una priorità
ma non siamo il far west

C’è in Italia un’emergenza sicurezza? Dipende dai punti di vista. Di sicuro non siamo la Svizzera, e nemmeno Salisburgo, la cittadina austriaca dove si registrano reati ogni morte di papa. Ma non siamo nemmeno in Sudafrica o ad Haiti, l’isola dei Caraibi dove è sufficiente un colpo di clacson per prendersi una fucilata in testa. Siamo in Italia, e i dati dicono che i reati comuni, a parte quelli sulla corruzione e i femminicidi, sono in diminuzione. Ma l’attuale governo (o più precisamente, una parte che lo sostiene) ne ha fatto una questione di emergenza ricorrendo alla decretazione, ieri convertita in legge con la fiducia alla Camera.

Tra l’altro il caso ha voluto che lo stesso giorno in cui la Camera votava il provvedimento un gommista di 57 anni, Fredy Pacini, uccideva un bandito con la pistola acquistata con regolare porto d’armi mentre tentava di sventare il 38esimo (dicasi 38esimo) furto avvenuto nella sua officina.

Pacini si è ritrovato davanti un uomo con il passamontagna mentre brandiva un piccone. Ha sparato 5 colpi alle gambe, uno dei quali però ha provocato la recisione dell’arteria femorale del malvivente, che ha perso la vita. Un caso quasi da manuale giuridico di legittima difesa, anche se il gommista è stato indagato dalla procura di Arezzo per eccesso di tale condotta (un atto dovuto).

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