Spionaggio russo:  L’italia ora deve scegliere

Spionaggio russo:
L’italia ora deve scegliere

Lo hanno detto e scritto tutti ma sarà bene ricordarlo: non era mai successo, in Italia e nemmeno in Europa, che un ufficiale russo accreditato presso l’ambasciata venisse colto in flagranza di spionaggio, cioè mentre «acquistava», nel nostro caso dal capitano di fregata Walter Biot in servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa, materiale militare coperto dal segreto. Bene ha fatto, quindi, il ministro degli Esteri Di Maio a parlare di «atto ostile». E doverosa è stata l’espulsione di due funzionari russi e la convocazione dell’ambasciatore. Sarà difficile che Mosca, colta palesemente in fallo, possa rispondere in modo adeguato. Se dovesse scegliere una reazione simmetrica, espellendo cioè nostri diplomatici, aprirebbe un conflitto con un Paese come l’Italia che è tra i più moderati nelle relazioni con la Russia.

Se invece dovesse subire e tacere, ammetterebbe ciò che è peraltro evidente: di essere in colpa. E nulla cambierebbe se poi, come recita una terza e non peregrina ipotesi, questo pasticcio nascesse a Mosca e fosse uno sgambetto alle forze che premono sul Cremlino per una distensione con l’Occidente. Sospetto che aleggia, peraltro, anche sul «caso Navalny» e sulle sue grottesche ricadute.

Saranno le indagini a spiegare come un ufficiale di carriera possa tradire il Paese e la propria vocazione per una manciata di euro. E come un servizio esperto come quello russo (non sono loro a eleggere i presidenti degli Usa?) possa farsi prendere così, con le mani nella marmellata. Abbiamo però materia su cui riflettere. Ricordate quanto si scriveva l’anno scorso sui tecnici militari russi arrivati a dare una mano contro il Covid nella Bergamasca? Che erano spie mandate ad agire sulla base Nato di Ghedi? Ecco. Se non fosse bastato a suo tempo Edward Snowden, il colpo dei nostri servizi segreti ci ricorda che lo spionaggio non si fa in divisa e con le fanfare ma nell’ombra e con i soldi. Gli stessi con cui i Paesi occidentali a suo tempo fecero incetta di spie russe, da Litvinenko a Skripal.

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