Tessitore di pace con i piedi per terra
Il Patriarca Pierbattista Pizzaballa durante una visita a Betlemme nel 2016 (Foto by Ansa)

Tessitore di pace
con i piedi per terra

«Non basta preservare il carattere storico della città attraverso le sue pietre, ma è anche necessario preservare l’intreccio unico di relazioni di fedi, popoli e culture, senza esclusivismo. La natura di Gerusalemme è includere, non escludere. Come un microcosmo del nostro mondo globalizzato, questa città, se deve vivere la sua vocazione universale, deve essere un luogo che insegna l’universalità, il rispetto per gli altri, il dialogo e la vicendevole comprensione, un luogo dove il pregiudizio, l’ignoranza e la paura che li alimenta siano superati dall’onestà, dall’integrità e dalla ricerca della pace». In queste parole, contenute nel libro «Il villaggio dell’educazione. Un incontro tra i figli di Abramo sull’uomo creatura di Dio», è condensata la via d’uscita al conflitto israelo-palestinese secondo padre Pierbattista Pizzaballa, 55 anni, nominato Patriarca Latino di Gerusalemme da Papa Francesco. Quando venne scelto come Custode di Terra Santa nel maggio 2004 (il più giovane a ricoprire l’incarico: aveva 39 anni), il religioso bergamasco rilasciò un’intervista al nostro giornale nella quale profeticamente disse a proposito del Medio Oriente in preda a conflitti: «Non ci sono soluzioni a breve termine. Ne si possono imporre, nemmeno la democratizzazione (un anno prima era stato abbattuto il regime di Saddam Hussein e l’Iraq ancora oggi è in guerra, ndr). A volte sono necessarie forzature, certo, ma credo che la via normale è quella dell’educazione, attraverso politiche a lunga visione. Non ci sono soluzioni immediate. A tutti i livelli: religioso, politico, formativo».

Fine diplomatico, tessitore di pace con i piedi sempre per terra, uomo libero, Pizzaballa crede nella politica dei piccoli passi, nelle soluzioni dei conflitti attraverso il cambiamento delle persone e la testimonianza. Quando, nella stessa intervista, gli fu chiesto a cosa si deve la presenza dei francescani in Terra Santa da 800 anni, rispose così: «Da un lato allo stile francescano credo, una presenza che non si impone. Ci siamo proposti con molta semplicità, umiltà e caparbietà. E poi tanta fede: la nostra è un’opera del Signore, non degli uomini». Quest’ultima evidenza è il cuore dell’opera del nuovo Patriarca, ribadita in più circostanze: sia fatta la Tua volontà, come recita il Padre Nostro. Uomo schivo ma dolce, è anche molto autoironico.

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