Un premio alla storia
e al cuore di Bergamo

Il retaggio dell’educazione cristiana che ha allevato generazioni alla virtù di soccorrere il prossimo. Ma anche, laicamente, la cifra del carattere bergamasco che ci porta a risolvere un problema senza attendere la risposta di altri. Questi due fattori caratterizzano la Bergamasca come una delle patrie del volontariato, se non la patria in proporzione al numero di abitanti. È un’evidenza dettata dai numeri, non da considerazioni autoelogiative che amplificano la realtà. Nella nostra provincia operano 4.768 enti non profit (il 90% sono associazioni) che raccolgono l’impegno di ben 104.356 persone: significa che un nostro concittadino su 10 dedica parte del proprio tempo a dare risposte ai bisogni di chi è in difficoltà e della comunità. Il 61,7% sono uomini, il 41,6% ha tra i 30 e i 54 anni, il 18,75% meno di 30.

Un premio alla storia e al cuore di Bergamo

Gli enti sono impegnati in diversi ambiti: dal socio-sanitario all’ambiente, dalla cultura all’animazione alla scuola. Ma la radiografia dell’Istat sottostima il fenomeno: non tiene infatti conto delle centinaia di gruppi informali (come quelli missionari o che nascono intorno a necessità specifiche e non si costituiscono in associazioni) e chi presta il proprio tempo per gli altri saltuariamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA